8/28/2026

Via-in-Pad nel design PCB: quando è davvero necessario?

Con l'aumento della densità dei componenti, il routing di un PCB può diventare un problema di spazio fisico prima ancora che di complessità elettrica. Questo è particolarmente evidente sotto BGA fine-pitch e altri package ad alta densità, dove l'area disponibile per tracce e strutture di fan-out convenzionali diventa progressivamente più ridotta.

La tecnologia via-in-pad affronta questo limite posizionando la via direttamente all'interno del pad del componente. Invece di collegare il pad a una via esterna attraverso la tradizionale configurazione dog-bone, la connessione può scendere direttamente verso un layer interno.

Il vantaggio è una maggiore libertà di routing nelle aree più dense. Questa scelta, tuttavia, introduce precise conseguenze produttive: il via-in-pad può ridurre la complessità del routing trasferendone una parte alla fabbricazione del PCB.

Quando il fan-out convenzionale diventa un limite

Nel fan-out tradizionale di un BGA, le tracce escono dai pad e raggiungono vias posizionate nelle vicinanze prima di proseguire verso i layer interni. Riducendosi il ball pitch, diminuisce anche lo spazio disponibile per mantenere trace width, clearance e geometrie delle vias richieste.

Non esiste una soglia di pitch universale oltre la quale il via-in-pad diventa obbligatorio: la scelta dipende dal package, dalla tecnologia PCB, dalle necessità di routing e dalle capability produttive disponibili. Per alcuni dispositivi fine-pitch, tuttavia, spostare la via direttamente nel pad consente di recuperare spazio e rendere possibile un escape routing altrimenti molto complesso.

La scelta dell'architettura delle vias può quindi influenzare non soltanto la fattibilità del routing, ma potenzialmente anche il numero di layer necessari per completarlo.

Via-in-Pad, VIPPO e processo produttivo

Via-in-pad e VIPPO non indicano esattamente la stessa cosa. Via-in-pad descrive la scelta geometrica di posizionare una via all'interno del land del componente; non definisce automaticamente come questa debba essere realizzata.

Quando è necessaria una superficie piana e saldabile, può essere utilizzata una struttura VIPPO – Via-in-Pad Plated Over. La via viene riempita, planarizzata e successivamente metallizzata per ricreare una superficie continua sopra il foro. IPC-4761 identifica, tra le diverse strutture di protezione delle vias, anche la configurazione Type VII filled and capped.

È qui che il vantaggio ottenuto nel layout inizia ad avere conseguenze produttive. Filling, curing, planarizzazione e plating introducono operazioni e controlli aggiuntivi rispetto a una via convenzionale. Qualità del riempimento, eventuali voids e planarità della superficie diventano parametri da controllare durante la fabbricazione.

Anche la scelta del materiale di filling dipende dall'applicazione: un conductive fill non è automaticamente superiore a un'epoxy non conduttiva. Requisiti elettrici, termici e meccanici, insieme ai processi qualificati del fabricator, determinano la soluzione più appropriata.

Cosa cambia durante l'assemblaggio?

Il trattamento della via diventa particolarmente importante quando questa si trova all'interno di una superficie saldabile.

Una via aperta o non adeguatamente trattata può permettere alla lega saldante di migrare all'interno del foro durante il reflow, riducendo il volume disponibile per il giunto. La questione è particolarmente rilevante con BGA e altri bottom-terminated components, dove i giunti si trovano sotto il package e non possono essere verificati attraverso una semplice ispezione visiva.

Una struttura filled, planarised e plated-over può offrire una superficie di montaggio più uniforme. Non rappresenta tuttavia una soluzione da prescrivere indistintamente: package differenti possono avere raccomandazioni differenti. Per questo le indicazioni del semiconductor manufacturer e le capability del PCB fabricator devono essere considerate insieme.

Il trade-off tra densità, costo e lead time

Il via-in-pad può semplificare il routing, ma non necessariamente semplifica il PCB.

Le lavorazioni aggiuntive richieste da una struttura VIPPO aumentano la complessità di fabbricazione e possono incidere sul costo e, in funzione della tecnologia e del fornitore, anche sul lead time. Possono inoltre restringere il numero di fabricator in grado di supportare la costruzione richiesta.

Questo trade-off è particolarmente interessante nella prototipazione. Recuperare spazio può essere essenziale per un BGA fine-pitch, ma quando un fan-out convenzionale permette di ottenere lo stesso risultato senza particolari compromessi, introdurre una tecnologia più complessa può non generare un vantaggio proporzionato.

Il via-in-pad può inoltre offrire benefici che vanno oltre la densità. Una transizione più diretta verso gli inner layers può ridurre la lunghezza dell'interconnessione e risultare utile in determinate applicazioni high-speed. In altri casi, vias posizionate sotto un componente possono contribuire al trasferimento del calore verso strutture di rame interne o sul lato opposto del PCB.

Sono però vantaggi da valutare rispetto a requisiti concreti, non ragioni per adottare automaticamente questa tecnologia.

Quando vale davvero la pena utilizzare il Via-in-Pad?

L'escape routing dei BGA fine-pitch rappresenta uno dei casi più evidenti. Le design guideline di AMD, ad esempio, mostrano l'impiego del via-in-pad per dispositivi con pitch da 0,5 mm quando la geometria disponibile rende particolarmente difficile il routing tra vias convenzionali. Anche Intel ha documentato strutture micro via-in-pad nelle proprie indicazioni per µBGA con pitch da 0,5 mm.

Questo non significa che 0,5 mm rappresenti una soglia universale. Gli esempi mostrano piuttosto il principio progettuale: quando la geometria disponibile diventa il vero vincolo, spostare la via nel pad può rappresentare una soluzione efficace.

Al contrario, quando il tradizionale dog-bone soddisfa senza difficoltà i requisiti dimensionali, elettrici e di routing, mantenere una costruzione più semplice può significare maggiore flessibilità produttiva e costi inferiori.

Conclusione

Il via-in-pad è uno strumento efficace per affrontare vincoli di routing e densità, soprattutto sotto package fine-pitch e ad elevato numero di I/O. Può liberare spazio, accorciare le interconnessioni e, in applicazioni specifiche, offrire ulteriori benefici elettrici o termici.

Ma ciò che appare come una semplice scelta geometrica nel layout può trasformarsi in un processo PCB più specializzato attraverso filling, planarizzazione e plating.

Per questo il via-in-pad dovrebbe essere considerato un trade-off ingegneristico, non una design rule da applicare automaticamente. La domanda non è semplicemente se sia possibile inserire una via nel pad, ma se il vantaggio ottenuto sia sufficiente a giustificare la maggiore complessità produttiva.

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